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01/06/10

Sangue chiama sangue

sequenze dal video CNN









Giorni fa, mentre cercavo qualche calzino in giro per casa, da qualche notiziario in tv ho sentito vagamente di una qualche presa di posizione dell’Onu alla quale (verrebbe da dire “puntualmente”) Israele si è opposta. Ho pensato, ecco, poi parlano di processo di pace…se non riconoscono valore nemmeno all’Onu, chi ci è rimasto ?

A scanso di equivoci, non ho nulla contro Israele, ne contro la possibilità che il suo popolo possa disporre di un territorio e viverci stabilmente.
Non ho nemmeno in particolare simpatia quei birbanti di Hamas, cosi lesti a mandare avanti le donne e i bambini, quando si tratta di soffiare sul fuoco.
Trovo che però tutta quell’area, fin che non si risolve la questione di due popoli in due stati, ha fornito e sta fornendo un motivo formidabile ai fomentatori di violenza (d’ambo le parti) per rendere di fatto impossibile qualsiasi processo di pace.

L’atto compiuto stamattina, posto che come dicono le varie agenzie mondiali, sia avvenuto in acque internazionali, si configura come uno dei più pesanti mai compiuti. A Roma diremmo, l’hanno fatta fori dal vaso. Singolari le ultime due righe del servizio CNN in calce alle dichiarazioni del portavoce dell’esercito israeliano che vale la pena riportare testualmente “Activists have said the Israeli soldiers opened fire on unarmed civilians. Neither account could be independently verified by CNN.”. Come dire, riportiamo quello che hanno detto gli attivisti, non abbiamo altro modo di verificare.

Diamo anche per buono che questa sia la versione degli attivisti.
Resta il fatto che ritengo responsabili tutti i paesi occidentali che, a fronte della puntuale opposizione alle risoluzioni Onu da parte di Israele, fanno spallucce, contribuendo ad irrobustire il senso di impunità e sottrazione a qualsiasi giudizio in ambito internazionale. Riflettendoci, il passo è breve: per proprietà transitiva, non ha senso mandare a morire i nostri ragazzi in conflitti generati (diamo pure per buono che si tratti di un pretesto a posteriori) dal risentimento del mondo arabo nei confronti di un Israele sempre più sostanzialmente impunito per i suoi eccessi.

Non ci sono giornate della memoria, dove, ho già detto, non già e non solo per le povere vittime dell’Olocausto si dovrebbe levare il monito a che non si ripetano più simili efferatezze, ma bensì proprio come cittadino del mondo, aborrire tutte le forme di sopraffazione che vedano al centro motivi etnici, quale che sia la nazione, non solo quelle maggiormente rappresentate nel gotha della finanza mondiale.

Non sono antisemita, lo ripeto. Ma azioni di questo tipo siamo noi a consentire possano accadere, con la nostra sostanziale (e falsa) terzietà rispetto a palesi violazioni del diritto internazionale.