29/04/09

Alligatori


Sul sito del corriere, immagino come una di quelle notizie di “contorno”, di quelle per intendersi che servono a fare audience e allo stesso tempo a colpire per la loro stranezza, appare questo simpatico trafiletto: “Florida: tornano a casa e trovano un alligatore sulla porta”. Aggiungi un posto a tavola, verrebbe da dire. La notizia è corredata da un congruo numero di istantanee che ritraggono l’anfibio proprio sullo zerbino dell’abitazione, come in attesa che qualcuno si degni di aprire la porta e accoglierlo, come ogni ospite che si rispetti.

Sull’irruzione di questo tipo di animali nella vita domestica dell’homo-metropolitanus, tanto si è detto, e nell’immaginario collettivo non si contano le storie (leggende metropolitane o meno) che narrano di animali esotici trovati in contesti urbani, grazie ad improvvidi padroni. Boa, scimmie, struzzi, varani, la gioia degli etologi.

La notizia, vista la zona, non è però cosi eccezionale come vuol sembrare. Nelle Everglades (regione dello stato della Florida) la presenza di alligatori è piuttosto diffusa. Fatale che qualcuno di questi si sia rotto i coglioni di paludi, acquitrini, del fastidioso rumore di quelle boat con le grosse eliche che le infestano per regalare emozioni forti ai malcapitati turisti.

Un alligatore è prospettiva da prendere in considerazione. Posto che uno abbia le capacità di addestrarlo a tenere alla larga i testimoni di Geova, che alle 7 di mattina citofonano per portarti, nemmeno fosse una pizza, la salvezza a domicilio, mostrando la sua simpatica dentatura ai signori in camicia bianca e cravatta nera, scarpe nere anch’esse ed ovviamente tirate a lucido. Oppure per dissuadere la pattuglia dei vigili urbani che ha pensato bene di recapitarti il verbale dell’autovelox, il cui importo se la gioca con una rata di mutuo.

Un alligatore, rappresenta inoltre un valido monito verso i ladri. Dubito che costoro, a digiuno di tecniche da circo, si ritengano si fortunati ed impavidi dal tentare comunque lo scavalco in giardino, e in tal senso, a breve, potrebbero apparire fuori dai cancelli delle abitazioni, delle targhe tipo quelle che raffigurano razze canine non proprio classificabili come “di compagnia”, con la loro immagine.

Il giorno del loro, definitivo, riscatto, è sancito da una stupida barzellettina che recita pressappoco cosi, c’è un alligatore che entra in una boutique del centro, e chiede ad una terrorizzata commessa, mi scusi, avete per caso quelle polo con lo stemmino di un ometto ?

27/04/09

Scrivere per quel lampo negli occhi


E' una specie di incubo. Ma è l'incubo più bello di tutti i tempi. Quando scrivo, immaginare gli occhi, l'espressione, di chi legge. Non riesco a liberarmi da quest'ossessione. Eppure, si può dire che si tratta dell'apice della gioia, il suo punto più alto. La condivisione, e insieme, l'esser arrivato lì, nel territorio perfetto dell'assonanza, della comprensione intuitiva iper veloce. Cosi, tutte le ambasce, i crucci, le difficoltà, di colpo svaniscono, lasciando al loro posto la totale risonanza delle idee, la felice congiunzione dei punti di vista.

Scrivere è una malattia. A nulla valgono corsi, letture, discussioni, lampi. E' tutto un frullare di emozioni che la parola scritta fa fatica a contenere. E' necessario che si espanda, questo magma, che sbrodoli fuori dai confini imposti dalla fisica, arrivi oltre. La dove ad agire sono sensi che questo vivere d'oggi ha atrofizzato. Risvegli, allora. Lampi, a squarciare il buio dell'omologazione.
Sono in fase creativa. Leggo, mi informo, attingo, rielaboro, ognitanto (mica sempre) mi vengono idee. Ieri, mentre ero in libreria, mentre la moltitudine si accalcava intorno a Lansdale, mi guardavo intorno. Ero circondato da libri, infondo il mio tempio. Ho sfarfallato, Ho cominciato a pensare che tutti quei libri, una volta svuotato il locale dalle persone, dai loro rispettivi scaffali, potessero dialogare fra loro. Come se le loro storie, per lo spazio di una notte, potessero evaporare e fondersi, come indiani intorno ad un pow-wow, e ciascuno assimilare dell'altro. E sconvolgere finali, trame, sentenze. Come se dal minestrone di epoche, stili, soggetti, ne potessero nascere ogni notte, altre storie, contaminate, originali, interrotte dalle prime luci dell'alba, con l'avvento degli uomini delle pulizie. Un sabba. O un grande albergo, dove magari si piange un compagno (mai termine esaurito fu più appropriato) che ha venduto tutte le sue copie, e il dialogo, muto, fra loro...dov'è andato quello ? E' in ristampa, ha avuto culo. E i testi difficili, quelli che non tira giù mai nessuno, nemmeno per sbirciarne la quarta di copertina, e che magari sono allergici alla polvere, che impietosa, tradisce il loro status di testi impegnativi o per palati fini. E immaginare, per interposta persona le diatribe, anche lì, fra letteratura “alta” e quella “bassa”, d'evasione...(si, ma da dove ? dagli scaffali di una libreria ?), o le liti “in famiglia”, i bisticci fra le opere di uno stesso autore...”vuole più bene a me”, “no, non è vero, a te t'ha misconosciuto in tv, giusto poche sere fa...” e via cosi.

I libri che parlano fra loro stanno diventando il mio incubo.
Reclamano attenzione, se è vero che il subconscio ci disvela nel profondo, è molto probabile che faccio male a continuare a comprarli, ripromettendoli di leggerli, prima o poi. E' una forma elegante della loro vendetta, e insieme, il vagito indecifrabile, di quello che vuole venire alla luce, e al quale non ho concesso ancora il parto.

26/04/09

Incontro con Joe R.Lansdale a Roma


Lansdale alla Libreria Nuova Europa

Domenica 26 marzo, ore 12.
Tempo da schifo, occhiali da sole per proteggersi dal grigiore abbacinante. Vento caldo. Arrivo nella libreria che è stracolma, pur non essendo piccolissima. Accalcati fra le “isole” con i libri belli impilati, divisi con criteri che mi sfuggono, ma gestita da affabilissime persone, ci sono un centinaio di presenti..

Lansdale è seduto dietro ad un tavolinetto, ha accanto a sé un traduttore e un “critico” (come egli stesso si è definito). Quando arrivo, quest'ultimo sta per finire l'introduzione e sollecitando i presenti a formulare direttamente le domande allo scrittore. Mi segno la risposta, lapidaria di Lansdale ad una domanda di questo tipo “mi sa dire perchè quando ho visto Pulp Fiction mi è venuto fatto di pensare a lei ?”.
“Quando ho cominciato a scrivere io a Tarantino stavano ancora pulendo il culo” è stata la sua serafica risposta, sollevando la risata generale fra i presenti. Il clima si scalda, l'atmosfera è gradevole, come è lecito aspettarsi vista anche la familiarità con l'umorismo che Lansdale ha.

Arriva il mio turno, ci stavo pensando mentre arrivavo in macchina, chiedo il microfono e sparo più o meno queste cose: Volevo farle due domande. La prima, ho imparato a conoscerla dai suoi racconti per poi leggere anche qualche romanzo. Mi sono piaciuti di più i primi. Quanto ha mutuato dalla tecnica cinematografica nella costruzione della sua narrazione ? La seconda, a quando un'altra sua raccolta di racconti ?

Lansdale spiega che le sue sono storie. E che quando si mette a scrivere non sa quanto saranno lunghe, si concederà una lunga digressione (sollecitato anche da un'altra domanda del pubblico) circa i progetti cinematografici, al momento il più probabile a tramutarsi in film sarà Mucho Mojo.
Poi spiega che il mercato Americano è durissimo, e che paradossalmente c'è bisogno di Storie anche li. Il critico interviene per spiegare che la raccolta (edita da Fanucci e recentemente ripubblicata) Maneggiare con cura è uscita per la prima volta in Italia, mettendo insieme una serie di racconti pubblicati in epoche diverse (e tutti godibilissimi, ndr). Lambiamo il tema della “competizione” fra romanzo e forma breve (racconto, o per dirla all'americana, short stories). Lansdale non da mostra di propendere aprioristicamente per alcuna delle due, limitandosi a citare un motto di W. Somerset Maugham, “il romanzo è la forma giusta di un racconto”.

Ancora altre domande, se quando scrive ha un posto preferito. Lui non si trattiene (pur non svelando quale) e dice che lavora tutti i giorni, di mattina, per almeno tre ore. Non è necessario il tempo, ma la qualità di ciò che scrive. Ad un ragazzo che timidamente gli chiedeva i trucchi per iniziare a fare lo scrittore, secco ha risposto: metti il culo sulla sedia, davanti ad un pc, una macchina da scrivere, un quaderno. Ma poi ognitanto alzati, dimenticati tutto e vai in giro. Ah, dimenticavo: leggi ! Cerca di leggere tanto.

La gente continua con le domande, si ride alle sue battute, affronta, immancabile, la domanda che avrei voluto fargli anche io..”in che rapporto è con Dio ?”. La risposta è arguta. La religione è un pensiero. Io sono un non credente, ma rispetto coloro che credono. Non sopporto quelli che vogliono catechizzarmi, questo si. Per il resto credo nella natura, e la religione ne è una chiave di lettura. Qualcuno gli chiede che relazione c'è fra il suo essere anche cintura nera di non so bene quale disciplina marziale orientale e la sua scrittura. Risponde che c'e' una relazione strettissima. L'attività fisica lo aiuta a stare bene, e oggi a 56 anni, pratica sport da quando ne aveva 11 e adesso sono 47 anni che continua, insegnando anche arti marziali.

In apertura qualcuno gli ha chiesto come va con Obama presidente. (più in particolare, qualche “maligno” ha chiesto come mai uno dei suoi due detective, è nero, gay e repubblicano, non c'è contraddizione Sig. Lansdale ? La contraddizione non esiste. Adesso ci sono addirittura dei portavoce repubblicani di colore. Quanto alle inclinazioni sessuali, c'è ancora qualcuno che le considera meritevoli di discriminazioni ? Un altro signore, racconta di suoi parenti somali emigrati in Texas, di cui uno fa il tassista. Quando (questo tassista) si avvicina ad un wasp per chiedere una strada il primo gesto che vede fargli, quasi automaticamente, è portarsi la mano alla cintura, come per voler estrarre un'arma. E' una reazione esagerata, ma ammetto che sia possibile, del resto attingo molte delle mie storie per strada.

L'incontro va avanti ancora per un po'. Alla fine arriva l'applauso. Ci si mette in coda per il rito dell'autografo. Mentre sono in fila col suo ultimo libro (Sotto un cielo cremisi, Fanucci ed) appena preso dallo scaffale, si avvicinano due ragazzi,





WEBTV c'è scritto sulla telecamera. Mi chiedono se possono farmi qualche domanda circa le mie impressioni sull'incontro, sull'autore. Mi "concedo", conquistato dalla gentilezza della ragazza che immagino sia ai suoi primi servizi. Arriva il mio turno, chiedo di poter fare una foto con lui. Si presta. Uscendo, incontro il “critico” che ha presentato...ci scappa la battuta....pensa che si sarebbe potuto incazzare tanto se gli avessi chiesto se ha anche lui un Lish personale ?
La sua risata mi conferma l'impressione ,al di là della stazza (e della cintura nera in arti marziali) che ho fatto bene a tenerla per me.

25/04/09

Pavoni, in onore di Flannery O'Connor



L'altra sera, mentre ero al telefono con Toni La Malfa, ho adocchiato questo pavone che se la spassava dal balcone (per la verità non proprio a due passi) di un vicino.
La qualità non è un granchè, ma a parte l'oscurità, l'inconsapevole attore regala un dispiegamento di ali e una varietà dei suoi versi (sgraziati ?). Alzare l'audio e aguzzare la vista...la silouette, vista l'ora tarda, si intravede sullo sfondo.

Flannery O'Connor ci diventava matta...(le sbracavano, puntualmente, le petunie...)


update: qui un paio di brevi sketch, inerenti questi simpatici piumati
Telefonata con pavone
Andare con un pavone alla Coop

25 aprile, ricorrenze




21/04/09

Materiali

sequenze

fonti: qui

18/04/09

Annunciaziò....



Per chi non avesse idea dell’uso da fare del proprio tempo, nella fattispecie in quel della domenica 26, intorno all’ora di pranzo (…ma se per una domenica solo panini no, eh ?), a Roma, presso una delle librerie più “frizzanti” della capitale, rigorosamente “indipendente” e allocata in un centro commerciale dal nome rurale (I GRANAI), c’è un incontro con uno scrittore che è stato capace di farmi ridere, e di gusto, con molte delle cose che ha scritto (e che mi auguro continuerà a scrivere).
Joe R.Lansdale.

Testo dell’annuncio:

JOE R. LANSDALE

Sulle note della musica folk americana, lo scrittore cult JOE R. LANSDALE
sarà ospite in libreria per un incontro eccezionale.
Dal Texas orientale, quello degli uragani, arriva l’autore dei gialli pulp
che descrivono la “pancia” dell’America profonda che tanto ha coinvolto
e disorientato, entusiasmato e divertito migliaia di lettori italiani.
Nel nuovo romanzo in uscita per Fanucci Editore, tornano Hap e Leonard,
la coppia di detective più improbabile e divertente degli Stati Uniti.
Vi aspettiamo!

Si ringraziano per l’eccellente e affettuosa collaborazione:

Tutta la casa editrice Fanucci e l’editore Sergio Fanucci;
Lo scrittore e “tuttologo” Gianfranco Franchi di Lankelot.eu, Conduttore dell’incontro;
L’appassionato lettore, musicista e compositore Danilo Butcovich, Interprete;
La sempre entusiasta, efficientissima Chiara Moscardelli, Assistente logistica;
La musicista folk Kasey Lansdale, figlia di suo padre, Autrice della colonna Sonora.

Libreria Nuova Europa
c/o Centro Commerciale I Granai
via Mario Rigamonti, 100
00142 Roma tel 06.51955770


Qui un paio di articoli scritti sull’autore
Lansdale a Massenzio (primavera 2008)
Critica ragionatissima alla sua raccolta di racconti MANEGGIARE CON CURA
Qui il calendario del tour italiano