Visualizzazione post con etichetta editoria italiana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta editoria italiana. Mostra tutti i post

03/06/10

Plaquette

la plaquette in parola
plaquette







s.f. inv.
EDIT Opuscolo di poche pagine, stampato e pubblicato occasionalmente.

Mi è “capitato” in mano un piccolo volume, una plaquette appunto, con un estratto del romanzo di Jonathan Lethem Chronic City.
Superfluo che il payoff recitante fra virgolette “Tra i dieci migliori romanzi del 2009” The New York Times Book Reviews non ha fatto altro che aumentare la curiosità.

L'ultima di copertina riportava l'evento che si è tenuto il 15 maggio, in quel del Salone Internazionale del Libro di Torino. A me è capitato in mano dopo quella data, ma non per questo mi sono sottratto dal leggerlo.

Dell'estratto del romanzo, immagino, il lettore dovrebbe essere invogliato a prenderlo, la prossima volta che mette piede in una libreria. E in tal senso, lo scopo della plaquette si può dire assolto.
Non ho mai letto nulla prima di questo autore. Lethem è stato pubblicato da Minimumfax, ed è probabile sia stato per questo che non mi sia ammazzato a comprarlo prima. Questo Chronic City è edito invece da Saggiatore.

E' uno strumento valido, questo dell'anteprima di un romanzo, condensato in un opuscolo. Sarebbe interessante conoscere dalla viva voce della casa editrice se si. Una cosa cosi entra facilmente in tasca, “Non spaventa” nel senso che consente un assaggio, appunto, dell'opera, farsi un'idea approssimativa di quello che potrebbe essere il suo ritmo, lo svolgersi della storia. Fruibile ovunque, durante una corsa in metro, in coda ad un ufficio postale, mentre aspetti in auto che la tua bella finisca di restaurarsi e raggiungerti per uscire a cena.
Insomma, quale che sia il contesto, leggere una manciata di pagine, piuttosto che un romanzo, costituisce un valido strumento di marketing, a supporto della propensione all'acquisto del libro intero.

Lethem ha una prosa efficace. Scambi di battute argute, dialoghi secchi e un discreto senso dell'humor. Tanto che ho deciso di comprarlo, nonostante l'apparente “leggerezza” della storia.

16/03/10

Lo stato dell'editoria, oggi, nel nostro paese.

Importante contributo al dibattito in corso scatenato su vari lit-blog, circa lo stato di salute della nostrana editoria. Lo scoop consiste nell’aver ottenuto da parte di una responsabile di collana di una delle major questa confessione, all’unica condizione che fosse ripresa di spalle.
Un espediente, d’accordo, ma che le consente un outing consistente, circa le modalità con le quali le case editrici trattano i lavori degli autori esordienti e misconosciuti.
Nella sua interezza, eccolo qua:

04/06/09

Note, di mattina presto, intorno a Gian Arturo Ferrari

Gian Arturo Ferrari









Giulio Mozzi, la “colpa” è sua. Pubblica sul suo Vibrisse, certi post che poi ti fanno mettere in moto da sotto le ragnatele, nei confusi corridoi neuronali che mi ritrovo, dei link ad altre cose, lette magari qualche giorno prima.

E’ successo cosi, che insieme alla lettura del suo post Profitto (vedi link in fondo)., sia poi andato a cercare in rete un articolo che avevo letto sul Sole24ore di domenica 24 maggio. Riproduzione controllata, c’era scritto sotto. Poi l’ho trovato (quasi nella sua interezza) in rete (vedi link in fondo).

Da questo articolo, un link (vedi link in fondo) rimandava ad un’altra intervista allo stesso, stavolta edita sul sito della Stampa, e in margine al Salone del libro di Torino, appena concluso.

Ora, ci sono un paio di osservazioni di Ferrari che meritano una riflessione.
La prima (si trova nell’intervista):

“E la Fiera di Torino serve?
«È come un’enorme libreria, e poi direi che tutto serve, ma in Italia non c’è una vera e profonda campagna per la lettura e in questo senso ci sono molti sprechi»”.


Mi è tornata in mente una cosa detta da Giulio Mozzi ancora nel 2003, nel corso della presentazione di un libro (credo fosse uno dei primi, scritti da una nota blogger) in quel della libreria MelBooks Store, di Roma
“In Italia, contrariamente ad altre nazioni (USA) manca un magazine a tiratura nazionale che parli di libri, che editi racconti, magari di scrittori esordienti”.

Ecco, magari Gian Arturo Ferrari, vista la carica che ricopre (con estremo divertimento, ammette) potrebbe accarezzare un’idea del genere.

In altri termini, trovo buffo che uno dei responsabili di una delle maggiori case editrici italiane, convenga manchi “una vera e profonda campagna per la lettura” non si attivi intorno a questo tipo di idea.

Il modo col quale si “trattano” i libri, prendiamo la televisione, fa perno ancora su una modalità quasi carbonara, da addetti ai lavori. O rapidi inserti nei tiggi (Tg1 con il suo Benjamin e la “finestra” classica di Canale5, con conduttore in poltrona, libro in mano, e difronte a se l’ospite, lo scrittore”. Oppure Fazio, con toni più salottieri (ed efficaci: mi raccontavano amici librai che dopo ogni passaggio le vendite fioccano).

Di sicuro, sul tema, una bella e profonda riflessione non farebbe affatto male (e un briciolo di coraggio in più).

La seconda: (che si trova nel primo articolo citato):
“La debole scienza editoriale è stata travolta dai maremoti emotivi, spontanei e incomprensibili, che hanno fatto nascere i megaseller, giganti da un milione e oltre di copie. E di questi colossali ordigni - i Saviano, i Giordano, i Larsson, le Meyer, i Khaled Hosseini, le Barbery - lungi dal comprendere il funzionamento, non abbiamo neppure ancora trovato l'innesco."

Ecco, un tema affascinante: una di quelle cose tipo quelle che succedono a Fringberger: gli oggetti cominciano a parlare, si dotano di vita propria. E’ l’elemento difronte al quale dottrine di marketing vanno in fumo, si dissolvono certezze: i libri che si dotano di vita propria, che sfuggono all’ansia della previsione celebrata da un marketing onnisciente. Il mercato che si autodetermina, sancendo, da solo, cosa e quanto il “pubblico” vuole leggere.

Come tutte le insubordinazioni (quanto reale o apparente ?) ha tutta la mia attenzione.

Risorse:
il post di Giulio Mozzi: Profitto
L’articolo di Gian Arturo Ferrari sul Sole24 ore
L’intervista su La Stampa a Gian Arturo Ferrari