03/01/09

Ascensione, seduzione, comunione

Bandini è una specie di mito. Il suo blog (linkato qui sotto) è uno di quelli da cui passo quasi ogni giorno, per farmi di ironia intelligente. E' creatore di qualcosa che somiglia a una di quelle "strip" che pubblicano i quotidiani, in genere subito dopo le pagine che parlano di borsa. Cosi, per ritirarsi un pò su, le sue scenette sull'ascensore con una donna (sempre la stessa) che sostiene di abitare al quarto piano dello stesso palazzo e che il nostro spergiura di non aver mai incontrato prima, ogni volta, danno vita a dialoghi surreali. Pillole, piccole isole nel mare magnum della follia condominiale, popolata di flash vagamente scaturiti da una libido malandata e a stento repressa. Ecco, questa è una "scenetta" che mi sono divertito a scrivere io, rubandogli il tema...

(di Cletus)
by blogghino (07/01/2005 - 12:55)
Prima o poi doveva succedere. Cletus si è imbattuto in un ascensore, mentre io sono finito in una delle sue cabine telefoniche. Questo è il parto della sua mente:

L'androne del palazzo è come un capitolo d'inizio di un brutto libro di racconti dell'orrore. Allan Poe però dev'esser stato distratto da qualcuno al telefono mentre lo progettava, cosi, fra piante di agave inconcludenti e motivi liberty e art decò alle pareti, e quelle appliques…oh no. Chiamo l'ascensore (tassativamente in ferro battuto nero e vetro, molto belle epoque), rimanendo colpito dalla bottoniera in madreperla. Lei sale ? mi chiede un'avvenente signora sulla quarantina.Sto per risponderle…perché questo arnese può anche andare all'inferno ? ma mi trattengo, in fondo il suo tono è gentile, seppure dietro la formalità della situazione.Certo, dico.A che piano va ? Non l'ho mai vista. Dice sorridendoNon lo so, rispondo.Lei è un uomo solo ?Come dice ?Intendo, sta venendo a trovare qualcuno ?Beh, diciamo me stesso, Signora. Dico, convinto che non la possa capire.Eppure ho l'impressione di averla già vista. Dice.Si ?Si, sono molto fisionomista, dice appoggiando le buste della spesa…[l'ascensore lento come un cammello alla parigi-dakar sta mettendoci un'eternità per arrivare].
Si, gestisco una sala corse. Dico tanto per dire,cosi…la prima che mi è venuta in mente.
Adoro i cavalli, dice sospirando.
Ci gioca ? azzardo…chissà, è pur sempre un vizio, l'indizio di qualcosa di vivace fra i neuroni.
No, si figuri.
L'ascensore arriva a dissipare un due per cento d'imbarazzo insinuato nel tono del suo diniego. Questa donna mi piace.
A che piano ?
Al quarto, dice.
Bene, anch'io.
Ma a quel piano abito solo io, obietta.
E allora ?
Non ci conosciamo, dice.
Piacere, Ermete Dossi. Dico
Nadia Drollini, piacere.
La sua stretta di mano è sensuale.
Lei ha un blog ?Eh ?Intendo…bah, no, lasciamo perdere.
Ci vuole fegato a salire in un ascensore con uno sconosciuto, no ? dico sorridendo
Trova ? il mio psicanalista dice di aprirsi agli altri, invece, alla vita.
Ha ragione
Intanto l'ascensore ha richiuso le porte, a vetri e in ferro battuto, ma non da cenni di volersi muovere.Secondo lei è guasto ?Cosa ? Il nostro vivere ? azzardo.Macchè, non quello, parlo dell'ascensore. Dice.Credo di si.Non mi darebbe una mano a portare su questi sacchetti della spesa ?Certo, e prendo su le sue buste, pesantissime.Mi precede per le scale, ha un bel culo.Arrivati al terzo piano, assistiamo all'ennesima beffa del destino, l'ascensore arriva al piano si ferma e si aprono le porte da sole, come ad aspettarci.

Ci guardiamo increduli. Sono brachicardico, dalla nascita, lei invece ha un colorito marcato sulle guance e un respiro affrettato.Per un piano ? mi dice come proponendomi un giro sulla giostra appena fuori il paese, appena vicino alla scuola, appena vicino alla nostra infanzia, che voglio immaginare più allegra.Ma si.Entriamo, domanda di rito, surreale e demenziale insieme…A che piano, Signora ? (ponendo in quel signora tutta la sensualità di cui sono capace, ossia poca).Quarto, anche lei ? (sta al gioco…è fatta)Si rispondo mentre schiaccio il pulsante.Stavolta l'ascensore si avvia, e nella manciata di secondi che impiega per salire di un piano, è come se precipitassimo da un deltaplano a due posti sul mondo intero, su vallate verdissime, su oceani infiniti, su metropoli caustiche, su tutti tutti tutti gli attimi della nostra, ineguagliabile, vita.

Arriviamo al piano, apro le porte dell'ascensore…Faccio strada, dico.Grazie, sussurra.Arriva davanti alla porta di casa, infila le chiavi in un sol colpo nella serratura, ormai la tensione è alle stelle si gira e con tutta la grazia del mondo mi dice, Ermete hai dimenticato le rose !Guardo la scritta sotto il campanello: Drollini Dossi. Non cambieremo mai, penso mentre entriamo in casa. La nostra.

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