Free-press, li chiamano cosi. Sono quei tabloid che ti regalano, se prendi la metro, o se stai in un qualche bar, o in una sala d’aspetto. L’altra mattina, mentre attendevo di parlare con delle persone, su un comodo divano, ne ho presa una copia e iniziata a sfogliare. In un trafiletto tipo…”Appuntamenti per il weekend”, c’era l’annuncio di questa iniziativa (
clicca qui).
In breve, neanche a farlo apposta, qualche tempo fa sul vecchio blog, scrissi questo post.
Oggi sono stato ad assistere a questo spettacolo. I cori hanno il potere di commuovermi, meglio se di gospel. Stavolta erano tutti bianchi, quasi tutte donne e pochissimi altri uomini, fra questi il boss, che ha una voce “da copione”.
La location meritava, il piazzale antistante il polo oncologico San Raffaele, a ridosso del GRA, altezza Pontina. Un pomeriggio di sole, all’aperto, spazi enormi e una fila di sedie, sulle quali hanno preso posto, alla rinfusa, malati, parenti di malati, semplici curiosi, come il sottoscritto.
Beh, commovente. Mi attrae il sincronismo delle voci, intuire il grosso lavoro di accordatura che c’è dietro, il ritmo che sono capaci di dare, e il loro muoversi, a tempo, che è già solo quello uno spettacolo degno d’esser visto. Al tutto aggiungere la capacità vocale (ed istrionica) del boss, al quale mancava soltanto una potente voce femminile a fare da controcanto nei passaggi vocali più impervi, ma per il resto una rara manifestazione di grazia, che voglio augurarmi abbia saputo portare nel cuore di chi ivi ospitato un briciolo di felicità, foss’anche effimera.
Devo tenere d’occhio
questa organizzazione che si prefigge, statutariamente, di portare la musica negli angoli più impensabili della città. Ecco una cosa che ha tutto il mio interesse.
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